p 186 .

Paragrafo 4 . La crisi della coalizione tra le forze antifasciste.

     
Dopo le elezioni del 2 giugno 1946, l'alleanza tra la DC e le sinistre
fu  mantenuta. Il 18 giugno, l'assemblea costituente elesse come  capo
provvisorio  dello  stato  Enrico De Nicola, noto  giurista  esponente
della  classe dirigente liberale prefascista. Nel mese di luglio,  DC,
PCI,  PSIUP e PRI formarono un nuovo governo presieduto sempre  da  De
Gasperi.
     Tra  i  partiti  della  coalizione, per, emersero  contrasti  su
quasi  tutti i problemi fondamentali. In politica economica De Gasperi
era  contrario  a qualsiasi riforma o provvedimento che intaccasse  la
libert  d'iniziativa  privata. Le sinistre,  pur  senza  assumere  un
atteggiamento  massimalista, premevano per una  democratizzazione  del
sistema  economico e per l'adozione di misure che non scaricassero  il
costo  della  ricostruzione sulle classi meno  abbienti.  In  politica
estera  poi,  l'atteggiamento filostatunitense della DC e delle  forze
moderate  si  contrapponeva  a  quello filosovietico  del  PCI  ed  il
contrasto  era  acuito  dall'inizio della guerra  fredda  tra  le  due
superpotenze. Nel dibattito politico, inoltre, si inseriva sempre  pi
decisamente  il  Vaticano,  manifestando  una  netta  avversione  alla
collaborazione tra cattolici e comunisti.
     I  contrasti  tra i partiti di governo accentuarono  la  tensione
all'interno  del  PSIUP. Nel gennaio del 1947, in  occasione  del  25
congresso del partito, gli autonomisti si distaccarono e formarono  il
partito  socialista  dei  lavoratori italiani  (PSLI),  che  sar  poi
chiamato  partito  socialista democratico italiano (PSDI),  mentre  il
PSIUP assumer il nome di partito socialista italiano (PSI).
     La   scissione  socialista,  cui  segu  una  crisi  di  governo,
rafforz la DC, che poteva avvantaggiarsi anche del consolidamento del
rapporto con gli Stati Uniti (nel gennaio del 1947 una delegazione del
governo, guidata da De Gasperi, si era recata a Washington, dove aveva
ottenuto  un  prestito  immediato di cento milioni  di  dollari  e  la
promessa  di  altri  aiuti  economici).  Il  momento  politico,  per,
richiedeva  ancora la massima collaborazione possibile  tra  le  forze
antifasciste, perch si dovevano firmare i trattati di pace e i lavori
della   Costituente  erano  giunti  ad  un  punto  assai  controverso;
pertanto,  il  nuovo governo presieduto da De Gasperi,  formatosi  nel
febbraio del 1947, fu ancora di coalizione tra DC, PCI e PSI.
     Il  10  febbraio  1947, a Parigi, furono firmati  i  trattati  di
pace.   L'Italia   dovette  pagare  indennit  di  guerra   all'Unione
Sovietica,  alla Iugoslavia, all'Albania, alla Grecia  e  all'Etiopia,
accettare una limitazione dei propri armamenti, rinunciare a tutte  le
colonie  e cedere Briga, Tenda e Moncenisio alla Francia, parte  della
Venezia  Giulia, Fiume, l'Istria e Zara alla Iugoslavia. Venne inoltre
costituito  il territorio libero di Trieste, diviso in  due  zone:  la
zona   A,   comprendente  Trieste  ed  alcuni  comuni  vicini,   sotto
l'occupazione   anglo-americana;  la   zona   B,   nell'Istria   nord-
occidentale, sotto l'occupazione iugoslava.
     Il  25  marzo 1947, dopo un mese di acceso dibattito, l'assemblea
costituente
     
     p 187 .
     
     approv  l'articolo  7 della Costituzione,  secondo  il  quale  i
patti lateranensi, firmati da Mussolini con il Vaticano nel 1929 (vedi
capitolo Cinque, paragrafo 5), erano confermati come base del rapporto
tra  stato  italiano  e Chiesa cattolica. Votarono contro  socialisti,
repubblicani  e  azionisti; determinante fu  il  voto  favorevole  dei
comunisti,  motivato da Togliatti con la necessit  di  evitare  gravi
lacerazioni nel paese.
     La  collaborazione tra DC e sinistre era resa sempre pi precaria
da  numerosi  fattori  interni  ed  esterni:  il  perdurare  di  gravi
contrasti  su problemi fondamentali; la preoccupazione di  De  Gasperi
per  l'insuccesso  della  DC alle elezioni per  l'assemblea  regionale
siciliana;  l'aggravamento  della crisi  economica  e  della  tensione
sociale;  le  pressioni  del  Vaticano e degli  Stati  Uniti,  il  cui
presidente Harry Truman, nel marzo 1947, aveva esplicitamente espresso
l'intenzione  di  intervenire  per impedire  l'ascesa  al  potere  del
comunismo  in Europa occidentale. Nel maggio del 1947, in  seguito  ad
ulteriori  dissidi su problemi di politica finanziaria, De Gasperi  si
dimise;  alla  fine del mese lo stesso leader democristiano  form  un
governo  composto di ministri tutti appartenenti alla DC, ad eccezione
di due liberali e di un indipendente.
     Il  nuovo  esecutivo affront il problema del  risanamento  della
situazione  economica e finanziaria, seguendo la linea deflazionistica
indicata  dal  ministro delle finanze e del tesoro, il liberale  Luigi
Einaudi,  basata sulla riduzione della spesa pubblica, la  restrizione
del  credito,  l'abolizione del prezzo politico  del  pane,  l'aumento
delle  tariffe  di  gas,  ferrovie e poste. I  provvedimenti  adottati
riuscirono in effetti a frenare l'inflazione, a migliorare la bilancia
dei pagamenti, a stabilizzare la moneta e a far diminuire i prezzi, ma
ebbero  conseguenze inizialmente negative per le classi meno abbienti,
colpite  dall'aumento delle tariffe e dalla crescente  disoccupazione,
causata  dalla  contrazione degli investimenti e della produzione,  in
seguito alla stretta creditizia.
     Il  diffuso  malcontento  popolare  per  il  peggioramento  delle
condizioni di vita, collegato ad una pi decisa opposizione  da  parte
delle sinistre, determin un aggravamento della tensione sociale,  che
sfoci  in  manifestazioni di piazza, agitazioni sindacali e  moti  di
protesta.  Il governo reag con notevole decisione; il ministro  degli
interni  Mario  Scelba cur il potenziamento della polizia  di  stato,
realizzando  "reparti  celeri", da impiegare nel  servizio  di  ordine
pubblico  e  in  particolare  per azioni repressive  in  occasione  di
manifestazioni di piazza.
